Repubblica Centrafricana: Gli Stati Uniti deportano profughi nell’inferno del Centrafrica, dove la guerra civile continua
Proponiamo di seguito un articolo relativo alla politica mogratoria anti-trampiana che riguarda anche la Republica Centrafricana
Articolo originale disponibile >> QUI
All’inizio del mese gli Stati Uniti hanno siglato un accordo con la Repubblica Centrafricana, pronta a accogliere richiedenti asilo non graditi da Washington. Eppure il Paese figura tra i più pericolosi e poveri al mondo. Nelle informazioni di viaggio, il dipartimento di Stato americano raccomanda ai propri cittadini di non andarci, perché molto insicuro: livello di allerta 4.
Ovviamente l’avviso non vale per i rifugiati respinti. Dunque a pochi giorni dalla firma dell’intesa è partito il primo gruppo, che comprende afghani, iraniani, turchi e georgiani, alla volta di Bangui, dove è atterrato venerdì sera alle 22.00 ora locale.
Il Boeing 767 è partito dall’aeroporto di Alexandria, in Louisiana – diventata la base operativa di questi voli di espulsione – ha poi fatto uno scalo a Accra (Ghana) prima di raggiungere Bangui. Non è dato sapere se alcuni richiedenti asilo espulsi siano stati fatti scendere lì, visto che anche il governo di John Dramani Mahama ha siglato accordi in tal senso con gli USA, come del resto eSwatini, Guinea Equatoriale, Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo, Camerun, Sud Sudan, Ruanda, Uganda). Pochi Paesi hanno reso noto dettagli sull’intesa con gli USA per “l’accoglienza” dei profughi non voluti e dunque deportati.
Donna iraniana
Il numero ufficiale delle persone spedite in Centrafrica non è stato reso noto finora, ma dovrebbero essere una ventina. Tra loro c’è anche una donna iraniana, un’attivista pro democrazia. Lo ha affermato il suo avvocato, Emily Trostle, alla Reuters.
La donna, messa in detenzione al suo arrivo negli Stati Uniti, aveva chiesto asilo e inizialmente aveva ottenuto una misura di protezione da un giudice. Avrebbe dovuto proteggerla dall’espulsione, ha sottolineato la Trostle.
L’Iranian American Legal Defense Fund (IALDF) ha dichiarato giovedì che tre iraniane fuggite dalle persecuzioni avrebbero rischiato l’espulsione, tra cui anche una che si è convertita al cristianesimo. Finora sembra che solo una di loro sia stata spedita a Bangui.
Pericolo rimpatrio Paese d’origine
“Tutte le persone allontanate dagli Stati Uniti e abbandonate in Centrafrica, non hanno alcuno status, nessun legame e nessuna rete di sostegno laggiù. Temiamo che alla fine saranno costrette a tornare nei Paesi da cui erano fuggite”, ha infine sostenuto la Trostle.
L’IALDF ha poi sottolineato che l’espulsione di cittadini iraniani verso la Repubblica Centrafricana costituisce un fatto davvero pericoloso, in particolare per gli stretti legami tra Bangui e Mosca, a sua volta solido alleato dell’Iran, specie in materia di intelligence.
Finora le autorità centrafricane non hanno rilasciato nessun comunicato sull’arrivo dei deportati, fatto che ha irritato le organizzazioni della società civile. Hanno accusato Bangui di mancanza di trasparenza. Attualmente non è nemmeno chiaro dove siano state sistemate.
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